Aprile 2007 - Gianni Conte intervistato da Michele Del Gaudio

"…il suono intenso e agrodolce del suo sax è penetrato nel profondo del mio cuore… ancora lo sento dentro…" sembra di ascoltarlo davvero il sax di Elia, mentre Gianni Conte racconta, a casa di Pasquale De Angelis, e Teresa, la moglie di Elia, lo guarda: c'è e non c'è, vive e rivive.
Io rimango estasiato da dialoghi fra artisti… c'è anche Sergio Cirillo…
"Che banda di musicisti distratti, privi di senso concreto" rimugino affascinato dalle loro parole sognanti. Per fortuna c'è anche Domenico, grande lavoratore, abituato a far quadrare le situazioni e innamorato di suo fratello Elia, della sua musica, della volatilità dei suoi amici.
Quella sera parte il "Premio Elia Rosa", straordinaria sintesi fra fantasia e realtà, fra cuori e menti, sentimenti e razionalità. Ancora adesso ci dibattiamo fra la concretezza di alcuni e la "fuga" di altri, ma il "Premio" va avanti, fra qualche settimana avrà un testimonial d'eccezione, l'Orchestra Italiana di Renzo Arbore.

«Era il 1987, una notte dorata, Elia si esibiva col suo sax: fu subito amicizia! - Gianni Conte continua - Le sue doti artistiche mi impressionarono immediatamente, ma di lì a poco la sua umanità mi "imprigionò" in un legame fraterno che nemmeno la morte ha interrotto. Una rara sensibilità lo portava a capire sempre il prossimo, con un atteggiamento imprevedibilmente dolce e pacato, anche quando esprimeva le critiche più feroci… Straordinaria e indimenticabile persona».

Da allora siete diventati inseparabili! – accenno timidamente.
«Sì, dal duo del pianobar "Gianni e Gianni" alle serate nei più famosi locali di mezz'Italia ai concerti in piazza, dalle esperienze teatral-musicali insieme a Nino Frassica fino all'ultima indimenticabile esperienza con l'Orchestra "Napoliopera", dove Elia ha lasciato un segno indelebile non solo nei cuori della gente, che lo ascoltava con passione e lo applaudiva sempre con un entusiasmo da stadio, ma anche in tutti i componenti».

Ma tu, Gianni, parliamo un po' di te, sei uno di quei musicisti prodigio che a sette anni già suonano le sinfonie?
«No, sono un autodidatta che a 5 anni si è appassionato di chitarra e poi pianoforte e, pur continuando gli studi ordinari, ha sempre amato la musica e l'ha approfondita, diplomandosi in teoria e solfeggio presso il Conservatorio "S.Pietro a Majella" di Napoli».

Ma è vero che la Marina Militare ti ha fatto incidere un disco?
«Sì, durante la leva sono diventato il leader del gruppo musicale "I Naufraghi", fondato dall'allora Comandante della caserma Maridist di Roma».

Come hai fatto a diventare la voce solista dell'Orchestra Italiana di Renzo Arbore? A girare il mondo con lui? Ho letto che la recentissima tournèe in Cina è stata trionfale.
«Piano, non correre, non ci sarei mai arrivato senza una lunga gavetta come compositore, pianista e cantante… band jazz, piano-bar in locali sempre più accreditati, a Roma, Capri, Ischia, Taormina, Napoli, Porto Rotondo, Porto Cervo».

Eri molto noto nell'ambiente, ma il grosso pubblico non ti conosceva.
«È vero, solo dal 1992 con la RAI sono uscito dal guscio. Sono stato ospite fisso di "Caffè Italiano" con Elisabetta Gardini, "Grazie Mille" con Nino Frassica, "Emozioni TV" con Arrigo Levi e Alba Parietti».

Scusa se ti interrompo, ma in quegli anni non andasti al Festival di Sanremo?
«Mentre lavoravo con la Gardini, inaspettatamente Roberto Murolo mi invitò ad accompagnarlo sul palco del Teatro Ariston per presentare il brano "L'Italia è bella": fu un'emozione unica!».

Hai scritto canzoni di successo, pubblicato cd, addirittura composto le musiche di una commedia musicale… e il "Premio Elia Rosa"…
«Ti dirò di più, con il concorso intitolato ad Elia, speriamo di raccogliere, attraverso gli spettacoli, come quello dell' "Orchestra Italiana", gli sponsor e le donazioni, i fondi necessari per inaugurare nell'autunno prossimo una scuola di musica per i ragazzi che non possono pagare un maestro… e nel giro di qualche anno offrire alla città un'orchestra vera, formata da giovani torresi!».

Ma non ci rimettete con l' "Orchestra Italiana"? Quanto vi costa?
«Nulla! Ti sembrerà incredibile, ma l'intera orchestra viene a Torre gratuitamente, non per ricordare Elia, ma per dimostrare che Elia c'è, muove persone, organizza eventi, racimola danaro per i piccoli musicisti senza soldi…!».

In un mondo in cui quasi nessuno fa niente per niente è un segnale importante. Puoi dire il nome di queste persone perbene?
«Massimo Volpe, direzione e tastiere; Nunzio Reina e Salvatore Esposito, mandolino; Gennaro Petrone, mandola; Michele Montefusco e Paolo Termini, chitarra; Nicola di Staso, chitarra el.; Massimo Cecchetti, basso; Roberto Ciscognetti, batteria; Peppe Sannino, percussioni; Claudio Catalli, fisarmonica; Mariano Caiano, chitarra e voce; Barbara Buonaiuto, voce solista; ed io, voce solista».

Gianni, a volte noi di provincia siamo portati ad ingigantire le capacità e la gloria di un nostro concittadino per farcene vanto. Io non sono un esperto, ti prego di dirci se stiamo cadendo in questa trappola.
«No, no davvero, Elia è "un grande", sicuramente è un interprete della musica leggera italiana ed internazionale, ha detto la sua dal jazz soul al funky, ha suonato accanto a personaggi della levatura artistica di Pino Daniele, Joe Amoroso, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Roberto Murolo, Rino Zurzolo. Gli è mancato il tempo per la notorietà televisiva. No, non stiamo esagerando le sue doti artistiche ed umane. Ha lasciato un vuoto profondo in tutte le persone che lo hanno conosciuto... Ancora oggi mi chiedo se sia tutto vero, come dicono, che Elia non c'è più... poi scopro che è solo una grossa bugia, che è ancora qui... lo sento dentro di me, nell'aria che respiro, nelle note che canto... mi conforta e mi sostiene!».


Dicembre 2010 - Ciro Sacrestano ha scritto

Ci sono tanti momenti che ho vissuto con Elia,lo vedevo come un fratello maggiore,mi ha insegnato tante cose,come giocare a scacchi(passavamo molte sere invernali nella sua stanza a giocare)mi ha fatto conoscere il jazz,il suo idolo era john coltrane e mi sono innamorato anch'io di coltrane e ancora oggi penso che non c'...è nessun musicista che l'abbia superato,mi ha aperto gli occhi sù tanti aspetti della vita e siccome ero molto timido lui mi diceva che l'ottanta per cento della gente non capisce un cazzo,in effetti è vero.Potrei stare tutta la notte a parlarti di Elia,ti dico solo che per me è stato un grande maestro di vita e andandosene ha lasciato un grande vuoto.

Tutti i pomeriggi, lui si metteva sul vespone e spesso passava a prendermi, andavamo a trovare Matteo ò tapezziere (pittore) che aveva una casetta sul vesuvio dove componeva i suoi quadri usando anche roccia vulcanica ed altri elementi e si parlava di tutto con la solita ironia che lo contraddistingueva, e Matteo in fatto di ironia non era da meno. Con Matteo era molto amico, se riesci a rintracciarlo ti può dire molte cose su Elia.


Febbraio 2011 - Umberto Annunziato

Elia è stato il mio maestro di Sax e mi ha insegnato, oltre ai trucchi dello strumento stesso, anche ad amare questo strumento. Mi diceva sempre: "Umbè devi diventare un tutt'uno con il sax se vuoi che esprima i tuoi pensieri!".


Febbraio 2011 - Umberto Annunziato

Elia è stato il mio maestro di Sax e mi ha insegnato, oltre ai trucchi dello strumento stesso, anche ad amare questo strumento. Mi diceva sempre: "Umbè devi diventare un tutt'uno con il sax se vuoi che esprima i tuoi pensieri!".

Ho conosciuto Elia proprio nel periodo in cui ha lavorato con Pino, e ad uno di quei concerti, come il video che avete proposto, c'ero anch'io; eravamo a Cava dei Tirreni e da poco maggiorenni, si guardava Pino Daniele e la sua Band come il... plus ultra della musica. Avevo saputo da amici comuni che Elia dava lezioni di sax e, con mia grande sor...presa, decise di darmi lezioni. Il mio Selmer Tenore (che ho ancora oggi e custodisco gelosamente) nelle sue mani sembrava un altro stumento. Mi ricordo che a una lezione mi insegnò la "nota proibita": praticamente (sembra impossibile!) riuscì a prendere una nota con il sax chiudendone la bocca grande della canna con il ginocchio. Non so come faceva, ma otteneva un suono basso, che non ho mai più ne visto ne risentito fino ad oggi. E fu proprio in quella occasione che mi disse che lui e il sax erano una sola cosa, solo così quello che era nella sua mente riusciva a trasmetterlo attraverso questo strumento. Mi dispiace solo di non averlo conosciuto più a fondo, ma quel poco mi è bastato per capire che, come dice Pino, anche per lui: LA MUSICA E' TUTTO QUEL CHE HO !!!! Grazie a tutti voi e un caro saluto a tutto il gruppo.


Aprile 2011 - Francesco Sabbatino

Il carissimo amico Francesco, ci ha omaggiato di questa poesia che ha scritto per Elia.

Aquila che vola ( A Elia Rosa )

Te tengo 'nanze all'uocchie, / 'ncoppa a vespa verde, / chi lente po sole, / venive a "Stecca d'oro".

...

'Nu cafè nzieme / e se parlava e musica, / da città, de cose a cagnà.

Ma tu parlave / spicialmente sunanne 'o sassofono.

E t'immagino comme / a n'aquila che vola, / dinta nu cielo pulito, addò nun ce stanne mure / e nun ce stanne fruntiere / e 'a musica toia se spanne libera pe l'aria / e ce fa cumpagnia, / quanne guardanne 'o mare dinto 'o core / cresce 'a malinconia / pe comm'era bella sta terra, ogge ancora chiù povera senza e te, / e annanze all'orizzonte, capisco che 'a speranza è 'na criatura / ca va curata e vulute bbene ogni jorne, pa fa crescere dinta stu munne.


Giugno 2011 - Flavio Piscopo

Lo ricordo benissimo soprattutto nel quotidiano quando mi fermavo da Joe e restavo a Boscoreale. Un ragazzo semplice che sentiva il carico di vivere in una realtà molto complicata come quella del comprensorio vesuviano, voglia di altro sicuramente, di riuscire a dare sempre di più nella musica. Ottimo sassofonista lo testimonia il fatto di essere s...tato scelto da Pino Daniele in un periodo molto importante del percorso musicale di quest'ultimo. I nostri nomi ufficialmente compaiono insieme in due dischi: Fujente di Enzo Gragnaniello e Ottantavogliadicantare di Roberto Murolo. Elia era un concentrato di feeling e umiltà me lo ricordo un 31 dicembre a casa di Joe quando insieme aspettammo la mezzanotte. La sua morte mi stupì e mi lasciò un grande vuoto interiore che nel ricordo mi porto dentro tutt'ora come uno dei personaggi che accompagnava il mio percorso in quel periodo napoletano carico di fermento e aspettative.


Giugno 2011 - Giuseppina Sena

Ho un particolare ricordo di Elia……vissuto circa 30/35 anni fa.

Quasi tutti i giorni Elia veniva a casa mia dopo pranzo, (premetto che mia madre ci teneva a non sporcare la cucina dopo che si era pranzato) e ogni volta chiedeva il caffè. Il fatto divertente era che se veniva che ancora non avevamo sistemato la cucina problema non ce n'era, ma quando... arrivava un po' più tardi quando tutto era a posto cominciavano le risate. Questo perché mia madre non voleva fargli il caffè , non perché non voleva offrirglielo, ma diceva che si sporcava ancora la cucina. Così cominciava il battibecco tra di loro (ma in modo benevolo), ma Elia essendo un piccolo provocatore con la mia complicità distraeva mia madre io glielo preparavo volentieri. Ma tutto questo era molto divertente! Ormai era un rituale e poi Elia era fatto così……era una sagoma!


Gennaio 2011 - Livio Biscardi

Percorrevo da anni, tutti i giorni, quella stradina che conduceva ai salesiani ascoltando quel suono che usciva dalle mure di un' abitazione e prima di raggiungere la destinazione ''scuola ISA'', mi recavo per pochi minuti a sentirlo suonare da vicino. Fu così che nacque la mia passione per il sax che al compimento della maggiore età ebbi in regalo.... Era un sax tenore ''Maria Grassi'', strumento meraviglioso...certo, il rimpianto e che non ho continuato ma ogni qualvolta lo tiro fuori dalla custodia, il primo ricordo e quel tempo trascorso insieme a lui per darmi le prime lezioni. Grazie Elia...


Gennaio 2011 - Livio Biscardi

Eravamo veramente giovani quando si andava a ballare nei "club" ovvero "cantine" e lui il nostro caro amico Elia sognava ad occhi aperti senza che noi ce ne accorgessimo. il quartiere salesiani era conosciuto come "il quartiere del sassofinista" cugino di elia.........ma la vita e' grande x che' nessuno muore per finire, ma solo per cambiare come l'amore incondizionato.

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